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Domande frequenti sulle bonifiche ambientali

Abbiamo raccolto alcune delle domande sulle bonifiche ambientali.
Ecco le risposte!

Cos’è una bonifica ambientale?

Una bonifica ambientale è un intervento volto a eliminare o ridurre la presenza di sostanze inquinanti nel suolo, nelle acque sotterranee o in strutture come serbatoi e coperture contenenti amianto. L’obiettivo è riportare i livelli di contaminazione al di sotto delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) stabilite dalla normativa .

Come si fa una bonifica ambientale?

La bonifica ambientale è un intervento che mira a rimuovere o ridurre sostanze inquinanti presenti nel suolo, nel sottosuolo o nelle acque. Si comincia con un’indagine preliminare per identificare eventuali contaminazioni e confrontare i risultati con i limiti di legge. Se viene rilevato un rischio per la salute o l’ambiente, si passa alla valutazione del rischio e alla progettazione dell’intervento, che deve essere approvato dagli enti competenti. La bonifica può consistere in escavazioni, trattamenti chimici o biologici, messa in sicurezza del sito o rimozione di materiali pericolosi come l’amianto. Al termine, vengono effettuate nuove analisi per verificare l’efficacia dell’intervento e ottenere la certificazione ufficiale di avvenuta bonifica.

Chi può fare bonifiche ambientali?

Le bonifiche ambientali possono essere eseguite solo da aziende specializzate, iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 9 (bonifica dei siti) e, se necessario, anche nella categoria 10 (bonifica dei beni contenenti amianto). Queste imprese devono disporre di personale qualificato, attrezzature idonee e conoscenze tecnico-normative specifiche per operare in sicurezza e nel rispetto della legge. Solo soggetti abilitati possono redigere i piani di bonifica, eseguire i lavori e gestire correttamente i rifiuti contaminati.

Cos’è la bonifica dei siti contaminati?

La bonifica dei siti contaminati è un processo tecnico e normativo volto a eliminare o ridurre la presenza di sostanze inquinanti nel suolo, nel sottosuolo o nelle acque sotterranee, riportando i livelli di contaminazione al di sotto delle soglie di rischio stabilite dalla normativa .
Questo intervento è regolato dal Decreto Legislativo 152/2006, che disciplina le procedure, i criteri e le modalità per l’eliminazione delle sorgenti di inquinamento e la riduzione delle concentrazioni di sostanze inquinanti.
Le attività di bonifica devono essere eseguite da aziende specializzate, iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 9 (bonifica dei siti) e, se necessario, nella categoria 10 (bonifica dei beni contenenti amianto). Queste imprese devono disporre di personale qualificato, attrezzature idonee e conoscenze tecnico-normative specifiche per operare in sicurezza e nel rispetto della legge.
Inoltre, il processo di bonifica può includere diverse fasi, tra cui l’indagine preliminare, la valutazione del rischio, la progettazione dell’intervento, l’esecuzione della bonifica e la verifica finale con certificazione. In alcuni casi, se non è possibile procedere con la bonifica immediata, si può optare per una messa in sicurezza permanente o d’emergenza del sito.

Quando e perché richiedere bonifiche ambientali della propria casa?

Richiedere una bonifica ambientale in ambito residenziale è necessario quando si sospetta la presenza di sostanze pericolose o inquinanti in casa, nel terreno di proprietà o in strutture annesse. Questo può riguardare, ad esempio, vecchi edifici con coperture in amianto, serbatoi interrati non più in uso, terreni potenzialmente contaminati da attività pregresse (come officine, impianti agricoli, stoccaggi di carburanti) o presenza di muffe, idrocarburi o rifiuti abbandonati.
La bonifica viene richiesta per tutelare la salute delle persone, per adeguarsi alle normative ambientali e per poter vendere, costruire o ristrutturare legalmente un immobile. In molti casi, è il Comune o l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) a imporre l’intervento a seguito di segnalazioni o controlli.
Affidarsi a un’impresa specializzata garantisce che tutte le fasi — analisi, rimozione dei contaminanti, smaltimento e certificazioni — siano svolte in modo sicuro e conforme alla legge.

Quale è la normativa di riferimento per le bonifiche dei serbatoi?

In Italia, la bonifica dei serbatoi interrati è regolamentata principalmente dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, noto come “Testo Unico Ambientale“. Questo decreto stabilisce le norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati, inclusi quelli con serbatoi interrati.
Per quanto riguarda le procedure semplificate per le operazioni di bonifica relative alla rete di distribuzione carburanti, è stato emanato il Decreto 12 febbraio 2015, n. 31, che attua quanto previsto dall’Art. 252, comma 4, del D.Lgs. 152/2006.
Inoltre, le Linee Guida di ARPA Lombardia forniscono indicazioni dettagliate su come procedere per dismettere e bonificare correttamente i serbatoi interrati, garantendo la sicurezza e la conformità ambientale.
È importante notare che, oltre alla normativa nazionale, possono esistere regolamenti locali specifici, come quelli comunali o regionali, che disciplinano ulteriormente le modalità di dismissione e bonifica dei serbatoi interrati.
Per garantire la conformità a tutte le normative applicabili, è consigliabile consultare le autorità locali competenti o professionisti specializzati nel settore.

Quando è obbligatoria la bonifica di un serbatoio o cisterna?

È obbligatoria in caso di dismissione dell’impianto, cambio destinazione d’uso, vendita dell’immobile, presenza di contaminazioni o su richiesta degli enti preposti, quali Comuni o Enti pubblici.

Rivolgiti agli esperti

Per ottenere una valutazione preliminare gratuita o pianificare l’intervento di bonifica di un serbatoio, puoi contattare l’ufficio tecnico Edilemme.